mercoledì, 4 Agosto 2021
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Pavimentazioni. Tipologia di asfalto e i controlli di Autovie

Sono iniziati gli interventi di ripavimentazione del manto stradale lungo la rete di Autovie Venete. Mantenere l’autostrada in ottime condizioni e sempre perfettamente percorribile è infatti, una delle priorità della Società che monitora periodicamente lo stato di salute dell’asfalto, pianificando interventi mirati e utilizzando materiali di qualità, duraturi nel tempo e altamente performanti.

Controlli e test prima della pavimentazione

A pianificare i lavori di ripavimentazione è l’unità Manutenzione Rete di Autovie, che effettua costantemente monitoraggi approfonditi delle condizioni dell’asfalto. A questi controlli si aggiungono le segnalazioni del personale di Autovie che, quando pattuglia la rete, è tenuto a verificare anche le condizioni del manto stradale. Non solo, il Laboratorio Prove della Concessionaria effettua periodicamente test sui campioni di asfalto (carotaggi) prelevati in sito e verifica l’indice di aderenza e di regolarità del manto stradale. Tutti i dati e le informazioni– stato di usura dell’asfalto, ciclo di vita, età e così via – vengono inseriti in un database. Sulla base delle informazioni raccolte e in seguito ad ulteriori analisi, l’Unità è quindi in grado di stilare un programma di massima che prevede sia interventi puntuali sia interventi estesi effettuati delle ditte appaltanti. I primi riguardano ripristini di ammaloramenti localizzati, avvenuti in seguito a incidenti, sversamenti di gasolio, fessurazioni e interessano le pavimentazioni non ancora arrivate a fine vita. Gli interventi cosiddetti estesi, invece, riguardano tratti di pavimentazione arrivati a fine vita, che hanno quindi ormai una bassa aderenza e drenabilità.

I vantaggi dell’asfalto DDL. Un brevetto made in Autovie

Si chiama DDL (double draining layer) ed è la tipologia di asfalto drenante presente su quasi tutta la rete di Autovie. Fa eccezione la tratta carsica Redipuglia-Trieste Lisert, per ragioni climatiche. In una zona caratterizzata da venti di bora e temperature piuttosto rigide, l’asfalto tende infatti a ghiacciarsi più facilmente. Quello drenante, in particolare, essendo per sua natura poroso, si congelerebbe anche al suo interno, risultando particolarmente difficile da sciogliere. Il DDL, un’eccellenza di casa Autovie brevettata negli anni 90 (il materiale fu posato per la prima volta nel 1998, in un tratto della A4) è costituito da due strati: quello inferiore ha uno spessore di 3-4 centimetri, mentre quello superiore di 1,5-2 centimetri. I vantaggi di questo tipo di asfalto sono molteplici. Oltre all’alta drenabilità – garantita dal fatto che non si forma il film d’acqua grazie alla porosità del materiale che la assorbe – è anche fonoassorbente e “autopulente”. La granulometria più fine dello strato superiore è infatti in grado di dissipare l’energia delle onde sonore provocate dal traffico transitante. Sempre grazie al doppio strato, inoltre, i detriti più grossolani non penetrano in quello inferiore, mentre le microimpurità una volta raggiunto il primo strato vengono sospinte nuovamente in superficie grazie all’azione combinata di acqua e traffico.

Stagione primavera-autunno

La scelta della stagione giusta è fondamentale per eseguire un lavoro a regola d’arte. Primavera e autunno sono infatti le stagioni ideali per stendere l’asfalto, materiale che va posato a caldo (a circa 180 gradi) e che non deve rischiare di indurirsi prima della stesa, risultando quindi non lavorabile. Si tratta di interventi che vanno effettuati in stagioni dal clima mite e in assenza di pioggia, che causerebbe uno shock termico compromettendo la buona riuscita della stesa del materiale. L’estate, pur essendo la stagione più favorevole per questi interventi, non viene scelta per evitare di creare disagi al traffico, più intenso visto l’afflusso di turisti.

 

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