mercoledì, 4 Agosto 2021
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Sotto controllo la qualità di aria, acqua e suolo nei cantieri della terza corsia

Parallelamente alla costruzione della terza corsia lungo la A4 Venezia-Trieste è in corso un’intensa campagna di monitoraggio ambientale che ha l’obiettivo di tenere sotto osservazione la qualità dell’ambiente, monitorando anche lo stato di salubrità di aria, acqua e suolo. L’impegno di Autovie Venete e del Commissario Delegato per l’Emergenza della A4 nel controllare la qualità di questi elementi è enorme. La Concessionaria, infatti, quando costruisce nuove infrastrutture, come nel caso della terza corsia, è tenuta a verificare che i livelli di alterazione ambientale non superino le soglie previste dai progetti approvati e i limiti consentiti dalla Legge.  Nel terzo lotto (Alvisopoli-Gonars) aperto al traffico a fine 2020 e in quelli attualmente in fase di realizzazione – il primo sub lotto del quarto lotto “Gonars-Nodo di Palmanova” e il primo sub lotto del secondo lotto “Portogruaro-Alvisopoli” – dove il monitoraggio è ancora in corso, sono già state effettuate oltre mille verifiche. Il monitoraggio ambientale infatti viene svolto in tutte le fasi di costruzione dell’opera: prima dell’avvio del cantiere, durante i lavori e a opera completata.

Vasca di fitodepurazione nel primo lotto della terza corsia

Copyright Foto Petrussi / Ferraro Simone

Lungo i 18,5 chilometri del tratto fra Quarto D’Altino e San Donà, invece, sono già stati effettuati 428 campionamenti per determinare i livelli di inquinamento delle acque sotterranee (di falda), 222 per le acque superficiali (corsi d’acqua) a cui si aggiungono 220 rilievi per determinare l’IBE (indice biotico esteso) di fiumi e canali, 91 invece le misure – della durata di 28 giorni ciascuna – per determinare lo stato di contaminazione dell’aria e, infine, una campagna di monitoraggio del suolo che si è svolta in ben 25 aree lungo il tracciato.

Le acque di falda

Sul tracciato autostradale del primo lotto le acque di falda sono state tenute sotto controllo grazie a 26 pozzi (piezometri) appositamente realizzati per il loro prelievo. L’obiettivo è stato quello di monitorare la qualità delle acque sotterranee nell’intorno dell’infrastruttura stradale ossia le acque potenzialmente contaminabili dalla presenza del cantiere (durante i lavori) e dalla stessa autostrada, una volta completata. Nei casi in cui le analisi di laboratorio hanno messo in evidenza anomalie nelle caratteristiche delle acque, Autovie e il Commissario, con l’ausilio di ditte specializzate e di concerto con l’Ente di controllo, hanno effettuato campionamenti aggiuntivi e approfondimenti per constatare le origini dell’alterazione. La contaminazione, infatti, può dipendere da diversi fattori: dal cantiere, da cause antropiche, come l’attività agricola e industriale, ma anche da cause naturali. Metalli come l’arsenico, il ferro e il manganese sono infatti naturalmente presenti in alcune falde della Pianura Padana orientale in quantità che a volte superano i limiti di Legge.Tutti gli approfondimenti condotti nelle diverse fasi hanno consentito di accertare, a conclusione del monitoraggio, l’assenza di contaminazioni riconducibili ai lavori.

Il monitoraggio delle acque superficiali e l’indice IBE

Monitoraggio dell'acqua durante la costruzione della terza corsiaI dieci corsi d’acqua che intersecano l’autostrada fra Quarto D’Altino e San Donà di Piave sono stati tenuti sotto osservazione in tutte le fasi di realizzazione dell’opera. Per le acque superficiali viene determinato anche l’indice IBE (Indice biotico esteso) attraverso l’analisi delle comunità di macroinvertebrati che popolano i corsi d’acqua. In questo modo è possibile valutare eventuali variazioni dell’ambiente acquatico in cui vivono, causate dall’opera in costruzione.

Il monitoraggio dell’aria: le polveri sottili e i gas

Monitoraggio dell'ariaNel caso dell’aria si controllano gli inquinanti presenti nell’atmosfera, sia sotto forma di polveri sottili (PM10 e PM2.5) sia di gas (benzene, monossido di carbonio, ossidi di azoto, ozono, biossido di zolfo). Nel primo lotto il monitoraggio si è svolto in 15 punti mediante laboratori mobili, ossia veicoli appositamente attrezzati con la strumentazione di misura. Dislocati lungo il tracciato dell’opera, i laboratori sono muniti di analizzatori capaci di misurare in continuo e di campionatori automatici dotati di membrane filtranti (successivamente inviate ai laboratori per le analisi) in grado di catturare la polvere. 

Il monitoraggio del suolo

Nel primo lotto Autovie e il Commissario hanno monitorato i livelli di inquinamento del suolo, attraverso una serie di analisi chimiche e pedologiche del terreno in 25 punti dislocati sul tracciato. In particolare, durante la realizzazione dell’infrastruttura, hanno verificato l’efficacia delle procedure adottate dalle imprese costruttrici per evitare di contaminare il suolo. Il monitoraggio ha riguardato sia le aree che a conclusione delle opere sono diventate di “pertinenza autostradale” sia quelle che sono state adibite a cantiere e successivamente restituite ai precedenti proprietari. Tutte le aree al momento della restituzione sono risultate conformi e idonee all’utilizzo precedente.

 

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