martedì, 27 Ottobre 2020
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Tra ufficio e cantiere. Vita da ispettrici

Espressione concentrata, occhi puntati su una pila di verbali da redigere e schede da compilare in bilico sulla scrivania, la prima; appena rientrata dal cantiere, con l’aria un po’ trafelata e una serie di progetti e planimetrie sottobraccio la seconda. Sono Elisa Martincigh e Giulia De Nobili, due giovani ingegnere con il ruolo di ispettrici di cantiere.  Impegnate nel primo sub lotto (Alvisopoli-Portogruaro) del secondo lotto (Alvisopoli-San Donà di Piave), lavorano per il Commissario Delegato per l’Emergenza della A4 Venezia-Trieste che assieme ad Autovie Venete sta costruendo la terza corsia. Gli ispettori di cantiere, sotto la supervisione del direttore dei lavori, presiedono le lavorazioni verificando che tutti gli interventi siano eseguiti a regola d’arte, come da progetto. Il materiale viene posizionato correttamente? La miscela di calcestruzzo per il getto è corretta? Gli ispettori rispondono a domande come queste, verbalizzano le varie fasi degli interventi, redigono il giornale dei lavori e corredano le informazioni raccolte con una serie di fotografie che testimoniano l’avanzamento dei lavori.

Elisa Martincigh ispettrice di cantiere
Ing. Elisa Martincigh

“Ho iniziato a seguire il cantiere “Alvisopoli-Portogruaro” a fine maggio dell’anno scorso – racconta Elisa Martincigh, classe 1990 e una laurea triennale e magistrale in Ingegneria Civile conseguita all’Università degli Studi di Udine. “Prima ho lavorato in cantieri più piccoli, nel settore edilizio – prosegue – studiavo e lavoravo; conciliare le due attività non è stata proprio una passeggiata.” Dopo la laurea, un tirocinio in uno studio di progettazione: un percorso di studio e lavoro lungo che ha richiesto molto impegno, ma che ha dato i suoi frutti. “Studiare e lavorare significava avere poco tempo libero. Un periodo un po’ faticoso, ma che mi ha insegnato la disciplina.” – commenta con consapevolezza.

Ing. Giulia De Nobili
©Foto Simone Ferraro

Giulia De Nobili, classe 1992, una triennale in Ingegneria Civile all’Università degli Studi di Udine e una magistrale in Ingegneria Civile con indirizzo idraulica al Politecnico di Torino, lavora in cantiere dal giugno 2019, le sfide le sono sempre piaciute e infatti ” dopo la triennale ho voluto intraprendere un’esperienza di studio in una città e in un’università più grandi – spiega – ma non mi è bastato, ho voluto spingermi più lontano, così ho scelto di preparare parte della tesi a Edimburgo. Volevo una formazione a 360 gradi e questo includeva lo studio di una lingua indispensabile come l’inglese”. Rientrata in Italia, Giulia ha iniziato a dare ripetizioni di matematica e inglese. Un ingegnere ha letto per caso l’annuncio e colpito dalle sue competenze l’ha contattata. “Ho lavorato per un periodo nel suo studio di progettazione di impianti industriali – spiega – disegnavo in Autocad.” Poi la chiamata per lavorare nel cantiere della terza corsia. “Questa è stata la vera e propria svolta lavorativa – continua – esci dall’università senza un bagaglio di esperienza sul campo. Ho colto l’occasione al volo.”

Anche per Elisa, l’impegno nel secondo lotto rappresenta una sfida. “Iniziare a lavorare in un cantiere del genere è stata una sorta di “battesimo” lavorativo” – afferma sorridendo.  “Sono giovane, neolaureata, con poca esperienza in questo campo. Sono arrivata in un cantiere così grande dove lavorano moltissime persone e, inutile negarlo, la prevalenza in questo settore è maschile – ammette – quindi, in un contesto simile devo farmi valere. Il rischio infatti è che gli altri ti sottovalutino”. “All’inizio è stato un po’ spaesante – concorda Giulia – è difficile vedere nei cantieri stradali donne in prima linea, e quelle che si trovano di solito si occupano di aspetti inerenti la sicurezza.”“Io cerco di pormi sempre in modo umile, mai con arroganza – aggiunge – se ho dubbi chiedo, se qualcosa non mi torna sul lavoro che seguo sollevo il problema. E se sbaglio, lo ammetto. Per me educazione, onestà e rispetto sono fondamentali”. Lavorare in cantiere significa seguire le opere in prima persona. Dal varo di un cavalcavia, al getto di calcestruzzo della soletta di un impalcato, dallo scavo per realizzare un bacino idraulico, al sollevamento delle travi di un viadotto. “Finalmente posso vedere e toccare con mano le opere – racconta Elisa – cosa indubbiamente diversa dal progettare.” “In un certo senso accettare questo lavoro è stato un salto nel buio – afferma – non avevo esperienza in ambito stradale. Al contempo però è stato un passo molto naturale per me. Certo, la mole di lavoro è alta, ma ciò che faccio mi appassiona parecchio. Per me è un’occasione per crescere, non solo dal punto di vista lavorativo.” “In questo cantiere vedi davvero di tutto e per la mia formazione è importantissimo – conviene Giulia – devo ringraziare i colleghi che mi hanno “instradata”. Sono dei punti di riferimento fondamentali per me.”

Come per tutti i lavori, ci sono i pro e i contro. “Diciamo che la difficoltà di questo mestiere rappresenta, al contempo, anche l’aspetto positivo: seguire moltissime opere e lavorazioni è interessante, ma ovviamente devi riuscire a starci dietro e non è facilissimo.” “In un lavoro del genere – aggiunge Elisa – dove ti interfacci con tante persone la comunicazione è fondamentale”.  Le ore di lavoro sono parecchie. “Anche quando non sono di turno ci tengo a seguire l’avanzamento dei lavori – spiega Giulia – se è in programma il varo di un sovrappasso in notturna io vado a vederlo.” Entrambe riescono a ritagliarsi un po’ di tempo libero, tra la redazione di un verbale e un sopralluogo. “Quando non lavoro, leggo o fotografo. Mi piace stare dietro all’obiettivo. – sorride Elisa –  poi cucino, un’attività che mi rilassa molto.  Ho sempre le mani in pasta!” “Grazie al mio fidanzato, ho scoperto di recente una grande passione: camminare in montagna. Mi aiuta davvero a svagarmi – sottolinea Giulia –  e poi pratico pallavolo da parecchi anni.” Il presente lavorativo delle due ispettrici le accomuna, così come la passione per ciò che fanno. E il futuro? Elisa per il momento preferisce concentrarsi su quest’esperienza lavorativa, così come Giulia, che conta di completare il cantiere e festeggiare l’apertura al traffico. 

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