martedì, 27 Ottobre 2020
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Formazione made in Autovie per i futuri ausiliari della viabilità

Quando entrano in servizio nuovi ausiliari della viabilità, il percorso di formazione viene organizzato internamente per fornire agli operatori tutti gli strumenti e le linee guida per il loro mestiere.

Formazione degli ausiliari della viabilità di Autovie VeneteFormazione a 360 gradi e interamente made in Autovie Venete per i futuri ausiliari della viabilità della Concessionaria. Rimuovere ostacoli, presegnalare e mettere in sicurezza il luogo dei sinistri stradali o di veicoli in avaria lungo l’estesa autostradale, verificare la corretta posa della segnaletica di cantiere sono alcuni dei compiti degli operatori che pattugliano a turno l’autostrada coprendo le 24 ore. Ogni azione, però, va fatta con precise modalità. Uno dei docenti del corso, Cristian Levan, formatore degli ausiliari della viabilità e coordinatore del reparto viabilità di Autovie spiega in cosa consiste la professione e qual è il percorso formativo da seguire.

Quanto dura il corso?

Il corso dura una decina di giorni per quanto riguarda la parte teorica a cui segue una parte pratica che si svolge in luoghi chiusi al traffico. Dopodiché gli allievi passano direttamente alla formazione sul campo, affiancati dai preposti e dagli ausiliari della viabilità. In questo periodo “particolare” il corso si è svolto con tutte le misure di prevenzione anti Covid-19 del caso. Mascherine, distanziamento interpersonale, sanificazione dei mezzi, areazione dell’aula e così via.

Cosa imparano le nuove leve?

La prima tranche di lezioni è generica e consiste in un’infarinatura sul concetto di rischio, di danno, di prevenzione e protezione nonché di prevenzione aziendale. Si passa poi a illustrare quali sono i fattori di rischio del mestiere: investimento, chimico (una cisterna che si rovescia e disperde sostanze pericolose), pericolo derivato dalla movimentazione di carichi (come la rimozione di un ostacolo dalla carreggiata), rumore generato dal traffico (inquinamento acustico) e molti altri legati ai nostri comportamenti e alle nostre abitudini in un ambiente di lavoro, la strada, già di per sé complicato. Ai futuri ausiliari spieghiamo l’assetto aziendale e della Direzione Esercizio alla quale appartengono e tutto ciò che riguarda la loro futura professione. Segnaletica stradale, la comunicazione con il Centro Radio Informativo, i soccorsi meccanici (le ditte con cui Autovie ha una convenzione per la rimozione dei mezzi incidentati), gli interventi in caso di sinistri, la presegnalazione delle code. Illustriamo tutti quelli che sono i compiti di un operatore su strada.

Dalla teoria alla pratica

Nella fase iniziale della formazione pratica vengono simulate delle situazioni di emergenza. Il tutto avviene in luoghi chiusi al traffico e in totale sicurezza. Gli allievi imparano quindi a rimuovere gli ostacoli, a posare correttamente la segnaletica, a fare determinate manovre con i mezzi, a presegnalare una coda, a utilizzare le tecnologie di bordo, a spostare un mezzo con le forche del pick up sotto la supervisione di un preposto con il quale svolgono i primi servizi esterni. La seconda fase invece prevede un periodo di affiancamento con un ausiliario esperto lungo l’autostrada. Il preposto valuta quindi il livello di autonomia dell’allievo, la padronanza del mezzo guidato e altri parametri prestabiliti. L’affiancamento in quel caso sarà effettuato in mezzi separati: il docente seguirà a distanza di sicurezza (circa 500 metri) l’allievo.

Qual è la difficoltà principale di questo mestiere?

La difficoltà più grande è lavorare a traffico aperto. È rischioso e richiede molta attenzione e preparazione da parte degli operatori. L’obiettivo degli ausiliari è portare a termine un compito (come il bypass del traffico, la segnalazione di un evento critico, l’istituzione di un’uscita obbligatoria) senza pregiudicare la propria e altrui sicurezza. Gli operatori agiscono sulle persone, si interfacciano con loro, gli risolvono un problema. Spesso ricevono plausi dall’utenza e questo è davvero gratificante.

L’utenza. Come interfacciarsi con gli automobilisti?

Ci sono delle situazioni in autostrada di particolare stress, come un incolonnamento. Le persone in coda non sono ovviamente rilassate. L’ausiliario deve saper interagire con loro: fornire le informazioni corrette sulla viabilità e talvolta “calmare” i malumori. In alcuni casi l’operatore ha anche il delicato compito di rassicurare le persone. Un’auto in panne ferma in corsia di emergenza di sera non è certo la situazione ideale in cui trovarsi e purtroppo capita spesso. In un momento del genere, l’ausiliario rappresenta per l’automobilista un vero e proprio faro nella notte. Gestire quindi le emozioni negative degli utenti è parte integrante del mestiere e richiede certamente impegno e professionalità.

Che caratteristiche deve avere un ausiliario?

Sicuramente per svolgere un mestiere del genere bisogna avere un grande equilibrio e cura di se stessi anche al di fuori del proprio orario di lavoro. Si tratta di dover gestire le emergenze in modo rapido ed efficiente. L’eccessiva sicurezza, così come l’eccessiva paura, inibiscono un ragionamento corretto. Occorrono grande lucidità mentale e preparazione per essere in grado di vedere, capire, decidere e agire sempre nel modo giusto, a volte in pochi istanti che possono fare la differenza.

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