martedì, 27 Ottobre 2020
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A scuola di guida sicura

“Sapere è meglio che improvvisare” è il suo motto, l’insegnamento la sua vocazione. Per Massimiliano Bertocci, ex pilota di rally e team manager automobilistico sportivo, oggi istruttore di guida sicura e formatore, la sicurezza stradale è una vera e propria mission. Nel 2010, infatti, ha deciso di fondare in Fvg (a Campoformido in provincia di Udine) Bm Sport & Drive, una scuola di guida sicura Bertocci e il suo preparatissimo staff qualificato organizzano corsi ed eventi sulla sicurezza stradale in diverse parti d’Italia. Autovie ha intervistato l’istruttore Bertocci per un approfondimento sulle problematiche più e meno comuni alla guida, sulle paure degli automobilisti e sui consigli per viaggiare sicuri.

Massimiliano Bertocci, fondatore di Bm Sport&Drive
Massimiliano Bertocci

Corsi di guida sicura. Perché farlo?

Per accrescere la sicurezza e saper affrontare i pericoli. La finalità di queste lezioni, infatti, non è sentirsi più spavaldi bensì più consapevoli dei rischi e di come prevenirli. Durante le lezioni quindi simuliamo le criticità e insegniamo ad affrontarle. I corsi sono rivolti anche agli autisti di professione. Le aziende infatti per legge devono assicurare un’adeguata formazione ai dipendenti che guidano veicoli.

I problemi più frequenti?

La problematica più frequente è anche quella più sottovalutata: la postura scorretta al volante che può influire negativamente sia sul fisico che sullo stile di guida. Dobbiamo immaginare il volante come fosse il quadrante di un orologio. La posizione corretta delle mani è “alle ore 9 e 15” (contrariamente al luogo comune delle 10 e 10), per una maggiore ed equilibrata presa sul volante, fondamentale in eventuali situazioni di emergenza. Oltre a ciò poi dobbiamo sfruttare al meglio la forma ergonomica del sedile, facendo aderire perfettamente il corpo allo stesso: una corretta postura riduce il rischio di dolori muscolari ma soprattutto, in caso di incidente, i sistemi di sicurezza passivi ci aiuteranno moltissimo nel prevenire eventuali infortuni.

E le paure più comuni?

Può sembrare strano, ma una delle paure tipiche è quella di frenare. Sì, proprio così e noi insegniamo ad arrestare il veicolo in tempo, senza timore di utilizzare il freno. Bisogna premere il pedale in modo deciso: il freno è  il miglior amico dell’automobilista! La frenata di emergenza è una delle esercitazioni che ha l’impatto emotivo più forte sui partecipanti. Paura numero due: la guida sull’asfalto bagnato che richiede di conoscere le tecniche per recuperare l’aderenza sul manto stradale, utilizzando corrette modalità per controllare o riprendere il controllo del veicolo. In questi casi l’automobilista tende ad estraniarsi dalla realtà, mollando la presa o addirittura chiudendo gli occhi: la paura gioca brutti scherzi. Ma sapere cosa fare può aiutarci a mantenere i nervi saldi.

Smartphone al volante, pericolo costante

Da una recente ricerca americana risulta che controlliamo lo smartphone ogni trenta secondi. Se prima telefonavamo e basta, oggi gli smartphone stimolano moltissime altre azioni (messaggi, foto, chat, notifiche e così via). La conseguenza? Occhi sempre incollati allo schermo. Al volante questa atteggiamento si traduce inevitabilmente in metri percorsi alla cieca. A una velocità media di 50k/h, distogliendo lo sguardo per un secondo percorriamo la bellezza di 14 metri, che non sono affatto pochi. Anche la semplice telefonata, in viva voce, può essere fonte di distrazione. L’attenzione infatti è totalmente rivolta all’interlocutore, non alla strada e quindi cala la concentrazione. E a proposito di concentrazione non dimentichiamoci dell’impiego del campo visivo.

Cioè?

Al volante serve una visione ampia, non limitata a pochi metri davanti a noi; bisogna allargare e allungare lo sguardo. Questo atteggiamento “difensivo” è indispensabile nella prevenzione dei rischi. Più guardo lontano, più sono consapevole di eventuali ostacoli (oggetti, persone, auto in sosta, segnali da rispettare e così via).

Il nemico principale alla guida?

 Per chi guida, soprattutto per lavoro, il nemico principale è la noia. E la noia porta distrazione: si cercano attività alternative da fare nell’attesa, dallo smartphone (nemico di tutti i guidatori) al lasciar vagare il pensiero. Tutte quelle ore passate all’interno dell’abitacolo riducono la capacità di concentrazione e per questo le pause previste dalla legge devono essere rispettate; è buona prassi comunque fermarsi durante i tragitti per un breve periodo nelle aree di servizio, così da rigenerare le condizioni psico fisiche.

L’esperto consiglia…

Mantenere uno stile di guida prudente (rispetto dei limiti di velocità e della distanza di sicurezza) permette di anticipare il pericolo; vestirsi in modo non troppo ingombrante (non si guida con il giubbotto indossato) così la cintura aderisce di più al corpo e protegge di più; tenere in ordine l’abitacolo perché, gli oggetti malriposti all’interno della vettura, in caso di incidente, possono costituire un pericolo. Suggerisco inoltre di non tenere la borsa o lo zaino sul sedile del viaggiatore evitando di frugarci alla ricerca di qualcosa. Possono sembrare piccole cose ma sono utilissime. E poi viaggiare “composti”: tenere i piedi sul cruscotto è pericoloso, pericolosissimo.

Guidare in autostrada

Quando utilizziamo l’autostrada siamo più rilassati e di conseguenza meno attenti. Il percorso è rettilineo e le uscite facili da individuare ma in autostrada la velocità è più elevata e quindi serve ancor di più l’atteggiamento preventivo al volante. Strade, autostrade e veicoli oggi sono più sicuri di un tempo grazie all’utilizzo di materiali innovativi: si pensi all’asfalto drenante, alla segnaletica super visibile, ai guard rail che assorbono gli urti. I veicoli, inoltre, sono dotati di molti dispositivi di sicurezza. Tutto ciò, però, rischia di essere vanificato se guidiamo in modo irresponsabile. Ricordiamoci sempre che è il fattore umano a fare la differenza

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