martedì, 27 Ottobre 2020
Home Attualità Guidare in autostrada L'autotrasportatore "speciale"

L’autotrasportatore “speciale”

Sangue freddo, attenzione e grande capacità organizzativa: sono i caratteri distintivi degli autisti che guidano i veicoli per i “trasporti eccezionali”, quei mezzi pesanti lunghi più di 16 metri, larghi più di 3 e alti oltre i quattro. Un mestiere non da tutti, a tal punto che in Friuli Venezia Giulia si possono contare sulle dita di una mano. Uno di questi è Alessandro Liscio titolare, insieme al padre Sergio e al fratello Emanuele dell’omonima azienda di Ronchis attiva sul mercato da 47 anni. Nella sua vita professionale ha trasportato di tutto, vasche idromassaggio, muletti, tubi in cemento e barche.

L’intervista

“E’come guidare due camion e mezzo legati tra di loro – spiega – quindi decisamente complesso. Vietate le distrazioni, concentrazione totale e osservazione della strada non con due, ma con quattro occhi, per vedere chi arriva di fronte e chi sopraggiunge da dietro”. “Perché il pericolo – avverte – non siamo noi con il nostro maxi mezzo, abituati a prestare la massima attenzione, ma gli altri. Troppo spesso, per esempio, i conducenti delle auto sono al cellulare e quindi non realizzano quanto grande è il nostro mezzo e di conseguenza calcolano male le misure per il sorpasso o il rientro in carreggiata”. L’autista di mezzi eccezionali non si occupa solo della guida, ma deve seguire anche tutto il lavoro che sta a monte. “Il manufatto o il macchinario va caricato con il carro ponte o il muletto, va legato e messo in sicurezza, dotato di tabelle per la delimitazione della sagoma e dei lampeggianti. Non è finita. C’è da organizzare la scorta, ovvero quei veicoli che precedono e seguono il mezzo speciale tenendo le auto in transito a debita distanza”. L’ultimo step è la pianificazione del percorso. “Per questo ci affidiamo ad agenzie di intermediazione, intermediarie che studiano il percorso più semplice o più breve per arrivare a destinazione, parlano con i gestori di strade e autostrade per ottenere le autorizzazioni al transito e compilano tutta la documentazione necessaria”. “Alla fine dei conti – sorride – la guida è quasi una formalità”. Battute a parte, per fare l’autista di un trasporto eccezionale non ci sono corsi o patenti speciali, serve l’esperienza. E la si fa sul campo. Qualsiasi autotrasportatore in possesso della patente “CE” può farlo “purchè – aggiunge Liscio – abbia sangue freddo, occhio allenato al calcolo degli spazi e temperamento tranquillo. E’ l’azienda che deve saper individuare chi, fra gli autisti, è il più adatto a svolgere quel ruolo”. “Il mio viaggio più complicato? Quando ho trasportato una vasca idromassaggio larga quattro metri e 60 centimetri. In quel caso il problema non era legato alle dimensioni, pur notevoli, quanto al fatto che non guidavo un veicolo da trasporto eccezionale da tanto tempo e quindi avevo perso la dimestichezza”.

L’azienda di famiglia

L’azienda Liscio può contare su quattro dipendenti, e un parco mezzi composto da 14 semirimorchi di varie dimensioni, 6 motrici e un autocarro. L’ultimo “business”, nel settore del trasporto, sono le house boat, “le casette galleggianti” dirette per lo più verso la Marina di Lignano. “Sono alte quattro metri e 70 centimetri e larghe 6 metri e noi le trasportiamo da Basiliano (UD), dove c’è lo stabilimento che le costruisce fino a Lignano, percorrendo la “Ferrata” sulla quale procediamo mantenendo il mezzo sempre al centro della carreggiata”. Più che indispensabile la scorta: ben tre mezzi con i quali l’autista è contatto via radio. Nel tragitto un veicolo della scorta si occupa anche di togliere – e poi rimettere, ovviamente, i cartelli stradali che intralciano il passaggio”. “Questo genere di trasporto – precisa Liscio – viene effettuato durante la settimana da mezzanotte alle due e non nei weekend perché non vogliamo creare problemi a chi transita.  Il sabato e la domenica gli automobilisti sono più distratti e stanchi, soprattutto a notte inoltrata”.

Guidare un trasporto eccezionale in autostrada

Il percorso più utilizzato, comunque, resta l’autostrada. “Oggi, grazie alla terza corsia ormai completata da Palmanova fino al ponte sul fiume Tagliamento – commenta –  è quasi una passeggiata”. Le criticità di questo lavoro, comunque non mancano. La prima riguarda i limiti di velocità. “In Italia il limite di velocità per questo tipo di trasporti, è di 60 chilometri all’ora, per la precisione 62,5 km/h. In Austria, Germania e Svizzera è di 75 chilometri orari mentre in Olanda è di 90. Con un limite così basso, oltre alla difficoltà di mantenere viva l’attenzione, si allungano molto i tempi di percorrenza e quindi di guida. E proprio qui nasce il secondo problema: mancano parcheggi dedicati nelle aree di servizio, sia per i nostri mezzi sia per le scorte. Dalle 18,00 in poi è difficile trovare posto”. Alla lamentela si aggiunge però anche un plauso: “Durante il lockdown per l’emergenza Covid – sottolinea – le aree di servizio hanno svolto una funzione di supporto importantissima, perché hanno fornito i pranzi al sacco e tenuto aperti i bagni. Per chi guida tante ore è fondamentale poter contare su una sosta con un minimo di comfort”.

 

Lascia una replica

Inserisci il tuo commento!
Per piacere insierisci qui il tuo nome

Gli articoli più recenti:

Cavalcavia Teglio-Fratta. Un varo “innovativo”

Novità assoluta, nell'ambito dei lavori della terza corsia lungo la A4 Venezia-Trieste, dove tecnici e maestranze...

Sulla rete di Autovie, due importanti ritrovamenti archeologici

Due importanti ritrovamenti archeologici durante i lavori sulla rete autostradale di Autovie Venete. Sulla A34, Villesse-Gorizia...

Assistenza h24 per avaria e incidenti

Disponibili 365 giorni all’anno, 24 ore su 24, pronte a scattare all’occorrenza “già con le attrezzature...

Tra ufficio e cantiere. Vita da ispettrici

Espressione concentrata, occhi puntati su una pila di verbali da redigere e schede da compilare in...