lunedì, 21 Settembre 2020
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Anche i cuccioli sono clandestini

Diminuisce, e di molto, il fenomeno dell’abbandono di animali in autostrada, ma cresce – purtroppo – il traffico illegale di cuccioli. Sono più di cento i piccoli cani di varie razze pregiate tra cui spitz, maltesi, husky siberiano, boston terrier, teckel, shiba inu e golden retriever sequestrate in tre bliz fra giugno e luglio per un valore, sul mercato di oltre 100 mila euro. La tratta dei cuccioli viaggia prevalentemente lungo due direttrici in Friuli Venezia Giulia: dal confine sloveno lungo il canale goriziano sull’autostrada A34 (Villesse – Gorizia ) e dal canale austriaco, attraverso il valico di Tarvisio per poi scendere lungo l’autostrada A23 (Tarvisio – Palmanova). 

Traffico illegale:

Traffico illegale cuccioli autostradaSi tratta di un traffico illegale, proveniente dal Centro Est Europa e diretto verso tutto il Nord Italia, che sembra non conoscere sosta. Per fortuna ci sono gli Sherlok Holmes friulani: agenti della Polizia stradale, veterinari e operatori del Corpo Forestale regionale. Un team operativo dall’inizio dell’anno, come spiega il commissario Giuliano Cilento, vice dirigente del Coa.

 

Coa e Noava insieme:

“Abbiamo attivato una collaborazione con il Noava (il Nucleo operativo per l’attività di vigilanza ambientale) del Corpo forestale regionale del Friuli Venezia Giulia e questo ci ha permesso di integrare due fonti informative e di studiare il fenomeno in modo più analitico, fase indispensabile per elaborare una strategia efficace”. “Come Coa – continua Cilento – abbiamo la regia delle operazioni anche perché il controllo mirato su strada dei mezzi in transito è curato proprio dai nuclei specializzati in materia di maltrattamento di animali della Polizia stradale, in sinergia con il Noava e con i veterinari dell’Asufc (Azienda sanitaria universitaria del Friuli Centrale) che svolgono i primi accertamenti sul posto consentendoci di sapere con certezza se la documentazione del cucciolo è falsa e soprattutto se non gode di buona salute.  A coordinare le indagini la Procura di Udine, che – unica in regione – ha al proprio interno un nucleo specializzato nella tutela degli animali.

Le condizioni dei cuccioli

Una volta svezzati (ci pensano i veterinari) i cuccioli vengono distribuiti nei canili del territorio che si occupano di darli in adozione. Gli animali d’affezione sono diventati un fenomeno di massa, una vera e propria moda, con le sue regole e i suoi trend, un mercato perfetto per gli importatori clandestini che non si preoccupano certo del benessere animale. Condizioni di trasporto pessime, cuccioli staccati dalla madre troppo presto, animali malati che infettano anche quelli sani. “Prima il traffico illegale era legato ai cavalli da corsa o agli animali da macello – spiegano i comandanti della Polizia Stradale di Udine, Alessandro De Ruosi e di Gorizia Alessandro Rescio – mentre oggi predomina la richiesta di cuccioli di cani e gatti, “compagni di vita”, di fatto delle persone, che entrano in famiglia con un ruolo pari a quello dei figli. I criminali ne hanno approfittato per venderli a peso d’oro e utilizzano il Friuli Venezia Giulia come perfetto crocevia per coprire tutto il mercato del Nord Italia.

I consigli del comandante del Coa

Da qui i consigli del comandante del Coa, Gianluca Romiti: “Il primo consiglio che va dato a chi intende acquistare un animale d’affezione è quello di verificare sempre l’allevamento in cui l’animale viene svezzato, ovvero andare fisicamente sul posto. Il motivo? Preservarci dall’acquistare un cane clandestino in condizioni non ottimali che poi avrà una vita costellata da patologie genetiche e acute. Ricordo che tutti gli allevamenti devono rilasciare il cosiddetto “Pedigree” che non è semplicemente l’attestazione della genia del cane di razza ma anche la certificazione che il cane sia esente dalle più comuni patologie di ordine genetico, ad esempio displasia dell’anca o della rotula. L’altro consiglio è il prezzo.

Diffidare dei prezzi

Se pur è vero che il prezzo non fa la qualità dell’animale, occorre assolutamente diffidare dei prezzi sottomercato perché potrebbero rappresentare il frutto delle operazioni di “riciclaggio” di un cucciolo proveniente da allevamenti irregolari”. Romiti ricorda anche un aneddoto nella sua lunga esperienza da comandante del Coa. “Ricordo che durante il fermo di un trasportatore illegale slovacco lo stesso mi disse: “I cagnolini devono vivere per un tempo sufficiente a far sì che le famiglie si affezionino e poi morire in modo tale che la richiesta di cuccioli non termini mai”. E questo me lo disse durante le vacanze di Natale”.     

Il video

 

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