lunedì, 21 Settembre 2020
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I mezzi pesanti scelgono la A34

Un’infrastruttura sempre più utilizzata anche grazie ai nuovi servizi offerti dalla Sdag, dove aumentano le soste e le operazioni doganali. Il traffico di mezzi pesanti è quello che, dopo l’emergenza Covid19, sta dando i maggiori segnali di ripresa. La A34 Villesse Gorizia da quando è diventata autostrada, rappresenta un’ottima alternativa alla A4 per i flussi di merci da e per il Centro ed Est Europa, anche perché l’infrastruttura può contare sull’autoporto Sdag (società che gestisce l’interporto di Gorizia e le strutture confinarie del valico di Sant’Andrea-Vrtojba) un centro logistico che sta conoscendo una nuova stagione. Anche la Sdag ha risentito della riduzione del traffico pesante, ma la ripresa è stata rapida. Già a maggio la situazione all’interporto è tornata quasi alla normalità. Il traffico sulla A34 Villesse Gorizia è in buona ripresa, anche se ancora non è tornato ai livelli del 2019 quando sono stati quasi 2 milioni i dei mezzi pesanti (+11% rispetto al 2018) transitati sull’infrastruttura. Nonostante ciò, nel mese di giugno le soste dei tir nei parcheggi della stazione confinaria sono addirittura aumentate rispetto allo stesso periodo dello scorso anno: 4 mila 986 a giugno 2020 contro le 4 mila 911 di giugno 2019. Anche le operazioni doganali hanno segnato un leggero incremento: + 2%. “E’ la dimostrazione – spiega il direttore Cinzia Ninzatti  – che i nostri servizi (bar, ristoranti, negozi, mini market, infopoint e docce) sono sempre più apprezzati dagli autotrasportatori che approfittano delle nove ore di fermo obbligatorio per riposare qui all’interporto e ristorarsi. Il tutto in un luogo sicuro recintato e videosorvegliato”.

La Sdag di Gorizia
© foto di Simone Ferraro

Requisiti questi (sicurezza, ristoro e igiene) che sono diventati fondamentali per le aree di sosta nella nuova regolamentazione del traffico pesante in materia di sicurezza e protezione delle persone e delle merci approvata il 9 luglio dal Parlamento Europeo. Dall’esperienza Covid è nato il progetto di creare un protocollo comune – con la regia delle prefetture – per far fronte in maniera più organizzata a nuove eventuali chiusure di confini e, di conseguenza a possibili disagi in autostrada alle frontiere, nella malaugurata ipotesi di una seconda ondata di epidemia.

L’idea, lanciata da Sdag e Camera di Commercio di Lubiana nel corso di un workshop in videoconferenza organizzato dalla motorizzazione civile nell’ambito del progetto Fortis; progetto che intende favorire la mobilità sostenibile ed efficiente. L’obiettivo dei due soggetti è quello di non farsi trovare impreparati qualora la pandemia tornasse a colpire. “A marzo – spiega Ninzatti – la chiusura dei confini prima in Ungheria, poi in Croazia e infine in Slovenia, ha avuto contraccolpi – a effetto domino –  sul nostro territorio regionale con lunghe code di tir in autostrada e con gli autotrasportatori costretti a fermarsi per giorni alle frontiere di Gorizia e Trieste. Il coordinamento delle azioni da intraprendere, a livello internazionale, ha messo in evidenza numerose criticità, una cosa che non possiamo permetterci si ripeta. Per questo è necessario predisporre un protocollo condiviso, con regole chiare, che consenta di veicolare rapidamente le informazioni a tutti i soggetti interessati lungo l’autostrada”. I modelli da seguire sono quelli già codificati per il piano emergenza traffico e neve sulla A4, che vede già la collaborazione di Friuli Venezia Giulia e Slovenia sotto la regia delle prefetture. Autovie Venete, coinvolta nella fase preparatoria, ha messo a disposizione esperienza maturata e modalità operative sperimentate, offrendo così un supporto concreto al progetto. I  blocchi provocati dal lockdown hanno causato gravi danni al sistema industriale e del commercio internazionale e, di conseguenza, disagi e costi all’interporto. Il governo sloveno, al Valico di Sant’Andrea, faceva passare solo i mezzi pesanti diretti nel proprio Paese, respingendo quelli con destinazione diversa.

La Sdag di Gorizia Autoporto
© foto di Simone Ferraro

Centinaia di camion fermi al confine

Il 13 marzo, all’indomani della chiusura dei valichi secondari tra Italia e Slovenia, la Sdag – di concerto con la prefettura e il Comune – ha quindi deciso di aprire i cancelli dell’interporto a oltre 400 tir, facendoli parcheggiare gratuitamente. “Abbiamo messo a disposizione i servizi igienici e le docce – chiarisce Ninzatti –  garantito il rifornimento dei distributori automatici di bevande e alimenti, tenuto aperti il market e il bar con la modalità take away.  Abbiamo inoltre attivato la sanificazione costante dei bagni “Non sono stati giorni facili – continua il direttore – perchè abbiamo dovuto gestire centinaia di persone in un unico posto senza adeguati presidi sanitari, ovvero mascherine e termoscanner, visto che l’emergenza era iniziata da poco e i protocolli variavano di ora in ora. Fortunatamente c’è stata la collaborazione di tutti, Comune e Protezione Civile compresi nonché delle forze dell’ordine che hanno garantito un presidio sulle 24 ore.

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