lunedì, 21 Settembre 2020
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Duino Sud. L’area di servizio dove la cortesia è di casa

Pacato, con un’aria un po’ sorniona, lo sguardo vivace e la battuta pronta. E’ Giulio Chiriaco, presenza fissa al distributore di carburante Kerotris dell’area di servizio di Duino Sud, sulla A4 Venezia Trieste. In servizio dal 1989 Giulio, dal suo particolare “osservatorio sociale”, ha assistito all’evoluzione del traffico e al cambiamento delle abitudini dei viaggiatori, ha vissuto gli anni della dissoluzione della Repubblica Iugoslava e ha toccato con mano gli effetti dell’adozione del trattato di Schengen che ha abolito i controlli alle frontiere. E’ una finestra su una piccola porzione di mondo l’area di servizio autostradale, soprattutto quella di Duino Sud, posizionata a pochissimi chilometri dalla Slovenia. Qui si fermano gli autisti dei mezzi pesanti in transito verso il Centro ed Est Europa, i turisti diretti a Trieste e verso la costa dalmata, i bus a lunga percorrenza utilizzati da lavoratori e vacanzieri a seconda delle stagioni. Lavora su turni, Giulio, e quindi “vive” l’autostrada di giorno e di notte. “Siamo sempre operativi, sette giorni su sette – spiega – e il via vai è sempre notevole”. Oltre all’impianto di carburante nell’area funziona anche un punto di ristoro e un ufficio dove vengono vendute le “vignette” per la Slovenia e l’Ungheria”. “La clientela è cambiata rispetto a quando ho cominciato, certo – ammette – e non potrebbe essere altrimenti. Una volta oltre agli italiani la maggior parte degli stranieri erano austriaci e tedeschi, oggi si vedono anche molti polacchi, ungheresi e rumeni, questi ultimi particolarmente educati e gentili”. Ecco, sfatato subito il luogo comune secondo il quale i rumeni sono piuttosto rudi.

Duino Sud Trieste area di servizio
Autovie Venete
© foto Simone Ferraro

“Per la verità – confessa a bassa voce, i più scorbutici e poco educati sono gli italiani”. “Si tratta comunque di utenti di passaggio – precisa –  diciamo che il cliente fisso, molto presente un tempo, oggi è quasi scomparso. Naturalmente ci sono ancora i fidelizzati storici, con i quali si è stabilito un rapporto quasi di amicizia. Vengono a fare benzina, si bevono il caffè, fanno due chiacchiere. E’ il bello di questo lavoro”. Che Giulio ami il suo lavoro si capisce da come si relaziona con le persone, in modo cordiale e sorridente. “Ci vuole molto garbo per trattare con il pubblico – afferma convinto – e anche un pizzico di intuito. Devi saper capire se alla persona fa piacere scambiare due parole o se preferisce starsene in silenzio. Tanti mi chiedono se mi sono mai trovato in difficoltà. No, non mi è mai capitato nulla di sgradevole in tanti anni e io non ho mai avuto paura”. Di qui sono passati tanti personaggi famosi da Amadeus a Eros Ramazzotti, da Rocco Siffredi al trio Lopez Solenghi Marchesini per non parlare degli attori degli anni ruggenti come Umberto Orsini, Corrado Pani, Giulio Bosetti. “Personaggioni – commenta – ma molto molto cordiali e alla mano. Erano degli habituè, perché la piazza di Trieste, per il teatro è sempre stata molto ambita”. Occorre dirlo che nel tempo libero di Giulio uno spazio per il teatro si trova sempre? Non mancano poi i libri e nemmeno la palestra nelle giornate di Giulio che vive a pochi chilometri da Trieste. In tutti questi anni sono infinite le situazioni strane che si è trovato ad affrontare, anche drammatiche. “Mi sono trovato più volte di fronte a persone con propositi suicidi – ricorda – e parlando con loro credo di essere riuscito a farli desistere. Mi viene spontaneo far capire che la vita vale sempre la pena di essere vissuta”. Ricorda con divertimento l’episodio di una signora presa dal panico per aver chiuso in auto il cane e smarrito la chiave, oppure i numerosi bimbi scordati al bar dal padre distratto. E le mogli? Sì, capita anche quello, “ma nella maggior parte dei casi sono davvero distrazioni tant’è che tornano indietro abbastanza rapidamente mogi mogi… ”Accanto al distributore di carburante ci sono una serie di stand che propongono abbigliamento sportivo, accessori, giocattoli. “Si vende discretamente – conferma – e acquistano sia gli uomini sia le donne, più attente a prezzi però”. Tutto il corner dei prodotti tipici è invece appannaggio degli stranieri che difficilmente se ne vanno senza aver comprato. “Io mi diverto – conclude Giulio – e tra un pieno di benzina e l’altro di diletto a fare lo shop assistant”. Quando si dice una persona versatile…

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