mercoledì, 14 Aprile 2021
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Autostrada. In aumento i rifiuti abbandonati lungo la rete

I cestini ci sono, i contenitori anche e perfino i posacenere. Ma l’incivile abitudine di gettare i rifiuti a terra, o peggio, di portare il materiale che andrebbe conferito in eco-piazzola, nelle piazzola autostradali è sempre più diffusa. “Noi raccogliamo e ripuliamo quanto più possibile ma è quasi una guerra persa. Al termine del giro, praticamente potremmo ricominciare di nuovo”. Parola di operatori ecologici (dipendenti delle ditte Conu di e Ciclat-Gsa) che gestiscono l’appa lto per la pulizia della rete autostradale di Autovie Venete. Nel triennio 2017-2019, i quantitativi di scarti indifferenziati conferiti nei cestini o abbandonati nelle aree e piazzole di sosta o, addirittura, gettati nelle scarpate sono aumentati a dismisura: 311 tonnellate nel 2017, 321 nel 2018, 357 nel 2019. “Il fenomeno – spiega Angelo Giardini di Ciclat Gsa, ditta che si occupa della raccolta rifiuti nella Destra Tagliamento – è particolarmente accentuato nel fine settimana o durante gli esodi”.

“Noi cerchiamo di fare il possibile – gli fa eco Mirco Mauro di Conu, azienda che opera nella Sinistra Tagliamento – anche spiegando che si tratta di una forma di rispetto nei confronti dell’ambiente, ma purtroppo non è sufficiente. Nel 2019, per far fronte alla problematica, la Concessionaria autostradale ha implementato il servizio: 2 sono gli interventi di raccolta settimanali in A4 Venezia Est-Portogruaro, in A57, in A28 e in A34 e 1 sulle restanti tratte. Nel periodo estivo i giri di raccolta sono stati aumentati a 2 su tutta la rete per salire addirittura a 3 in occasione degli esodi. Tradotto in costi, il servizio “pesa” nella casse della Società per circa 800 mila euro in un triennio. Raccolta rifiuti a Roncade in A4

A questi si aggiungono ulteriori 200 mila euro all’anno per la pulizia di tutte le scarpate autostradali. “Troviamo molte tipologie di rifiuti – afferma Mauro -, anche urbani, che i cittadini portano qui anziché andare a depositarli nei propri comuni di residenza. Ci sono perfino ditte private che scelgono l’autostrada come deposito di materiali ingombranti”. Le tratte autostradali più critiche sono la A28 (nodo di Portogruaro – Conegliano) e la A34 (Villesse – Gorizia), entrambe “crocevia” dei pendolari che, percorrendo il tragitto casa-lavoro, depositano nei cestini o a terra i rifiuti prodotti nelle abitazioni. La terza è la A4 dove il costante aumento del traffico pesante ha incrementato il fenomeno degli autotrasportatori dell’Est che si fermano nelle aree di sosta o nelle piazzole di emergenza per rispettare l’obbligatorio periodo di pausa dalla guida. Qui gli autisti mangiano, dormono, si lavano, le usano come toilettes a cielo aperto.

“Nell’area di Roncade e nel parcheggio scambiatore di Venezia Est, in particolare, dove c’è un continuo via vai di autocarri, pulmann di turisti e furgoni dell’est Europa, troviamo sempre cumuli di immondizie. C’è chi, infatti, approfitta di una sosta in queste grandi aree per disfarsi dei rifiuti accumulati durante il lungo viaggio”, precisa Angelo Giardini. Che fare? Due sono le possibilità: incrementare la sorveglianza (la sanzione amministrativa pecuniaria per chi sporca la strada o getta rifiuti dai veicoli in movimento va da 106 euro a 425 euro) e cercare di aumentare la sensibilità delle persone nei confronti dell’ambiente, ricordando che è un patrimonio di tutti.

 

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