martedì, 27 Ottobre 2020
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Un sorriso dietro la mascherina

Più diffidenti, meno ciarlieri, frettolosi e preoccupati, a volte quasi infastiditi. Anche gli utenti che transitano sulla rete autostradale sentono gli effetti del Coronavirus e quando si fermano al casello hanno poca voglia di sorridere. Non tutti, naturalmente, “ci sono anche quelli che, nonostante la mascherina, riescono con lo sguardo a rendere più gentile il grazie verbale che è più sommesso del solito”. E’ comprensiva Iris Di Michele – da dieci anni esattrice in Autovie Venete – che in questo periodo caratterizzato dall’emergenza Covid19, lavora alla barriera di Trieste Lisert, una delle più trafficate, normalmente, di tutta la A4. Un casello “di frontiera” dove transitano moltissimi mezzi pesanti diretti verso il porto di Trieste ma soprattutto verso il Centro ed Est Europa. 

“I veicoli che passano adesso – spiega – sono per la maggior parte stranieri, turchi in particolare e spesso percorrono la stessa tratta un paio di volte alla settimana”.

Il personale di Autovie Venete in servizio ai caselli, da un paio di mesi a questa parte è stato riorganizzato in modo da mantenere comunque un presidio, anche in quelli a forte automazione. Al Lisert, dove prima operavano sei esattori (distribuiti sulle 24 ore), ora in servizio ce ne sono due che presidiano la pista riservata ai mezzi non dotati di Telepass. “I primi giorni dell’emergenza – racconta Iris – l’atmosfera era veramente strana perché chi si fermava per il pagamento del pedaggio faceva in modo di stare il più lontano possibile anche se questo rendeva meno agevole l’operazione. Adesso diciamo che la situazione si è normalizzata. Noi siamo stati dotati di guanti e mascherine fin dall’inizio e tutti ci abbiamo fatto l’abitudine, sia noi che lavoriamo, sia gli utenti. Ora, dopo un mese e mezzo, periodo durante il quale le norme sono diventate sempre più stringenti, anche molti di quelli che transitano utilizzano la mascherina e quindi la condizione è condivisa”. Per Iris il lavoro al casello è sempre stato gradevole “perché mi piace stare a contatto con il pubblico – conferma – relazionarmi con le persone anche se per pochi minuti come succede in pista. Un saluto cordiale, un sorriso, una battuta, un commento sono frequenti in condizioni normali. E poi ci sono i pendolari, quelli che percorrono quotidianamente lo stesso tragitto per andare a lavorare. Dopo un po’ ci si riconosce e si stabilisce una relazione di cordialità molto gradevole”. In questo periodo si sente “più responsabile, umanamente più coinvolta e se devo dire la verità anche più valorizzata dal punto di vista professionale. Al casello si continua a lavorare, la nostra presenza è importante e questo è un bel segnale”. Non è particolarmente preoccupata dal punto di vista sanitario Iris, si sente sufficientemente protetta, lo è un po’ di più per quanto riguarda il futuro. “Spero davvero che gradualmente tutto possa riprendere – commenta – che le persone riescano a superare le difficoltà e riprendere possesso del loro tempo, anche se con modalità diverse”. “Credo che quest’estate non ci sarà il solito traffico caotico dei vacanzieri purtroppo, e mi fa strano dire purtroppo – sorride – ma mi auguro che le persone possano concedersi qualche giorno di ferie comunque e spero che lo trascorrano in Italia, ancora meglio se in Friuli Venezia Giulia o in Veneto”.

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