martedì, 27 Ottobre 2020
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Il comunicatore 4.0

Il vademecum del buon comunicatore? Mitigare l’hating online; combattere le fake news; ripulire da eccessivi tecnicismi l’informazione fornita agli utenti.
A “Stati generali della comunicazione di emergenza” – il convegno organizzato da Maurizio Galluzzo di Emergenza24 e moderato da Francesca Anzalone – si è parlato proprio di questo: come comunicare in modo efficace le emergenze.
All’incontro hanno partecipato rappresentanti nazionali delle principali realtà che si trovano ad operare sulle emergenze: Polizia di Stato, Esercito, Vigili del Fuoco, Protezione Civile, SUEM 118, Polizia Locale, nonché un rappresentante di Ampro (associazione che riunisce i meteorologi), il cui ruolo è fondamentale nelle previsioni e nella diramazione delle allerte), il presidente di Emergenza Sordi Aps, Amministrazioni Comunali, Autovie Venete e operatori dell’informazione.
Ogni realtà ha illustrato le modalità utilizzate per trasmettere le notizie e i risultati ottenuti, soprattutto attraverso i social media diventati ormai indispensabili nella comunicazione. Le notizie infatti viaggiano in tempo reale e i social network soddisfano la sete di informazioni. Fondamentale però pubblicare notizie chiare e soprattutto verificate. Al bando sensazionalismi ed allarmismi, che rischiano di confondere o spaventare l’utente che va invece tutelato. Titoli fuorvianti e notizie dove la realtà è distorta a favore del dilagante fenomeno “clickbaiting” (acchiappa clic) non sono d’aiuto nella comunicazione delle emergenze. Tutti i relatori hanno insistito molto sull’importanza di scegliere accuratamente le parole e le immagini da pubblicare nei social. Testo e immagine devono essere coerenti e pertinenti. Durante il confronto, è emersa l’importanza di fornire anche le notizie buone; raccontare ad esempio che durante un evento catastrofico – come un’alluvione – non ci sono stati danni alla popolazione grazie all’intervento degli operatori mette in rilievo il ruolo e il coraggio delle persone coinvolte nelle azioni di salvataggio. Altro punto di fondamentale rilevanza l’individuazione di un linguaggio comune e condiviso da parte di tutti gli operatori “perché chi legge o ascolta non deve avere dubbi di interpretazione e soprattutto disporre delle informazioni essenziali nel minor tempo possibile”. Può sembrare una banalità ma è, invece, la base per una comunicazione chiara ed efficace. E proprio su questo si continuerà a lavorare, all’insegna del #faresquadra“.

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