sabato, 16 Gennaio 2021
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La parola al “regista” del nuovo ponte Tagliamento

Il colpo d’occhio è di grande effetto: una struttura blu, gigantesca, troneggia a fianco dell’autostrada A4 in prossimità di Latisana. E’ il carro varo, un intreccio di tralicci d’acciaio che periodicamente trasportano, uno alla volta, degli enormi “trapezi rovesciati” di cemento armato. Sono i conci, gli elementi che, assemblati uno dopo l’altro e “tesati” vanno a formare l’impalcato del ponte. Una struttura diventata quasi parte del paesaggio da quando, due anni fa, è cominciata la costruzione del nuovo ponte sul fiume Tagliamento. Formato da due viadotti lunghi 1 chilometro e mezzo l’uno l’opera è stata realizzata con una modalità particolare e molto veloce: il varo a conci bilanciati. Tutto è stato prodotto in loco, dal calcestruzzo ai conci in un’area dedicata. In pratica un cantiere nel cantiere, che ha consentito di contingentare i tempi di costruzione e di gestire più efficacemente il lavoro. Il ponte è l’opera più impegnativa fra quelle del terzo lotto (Alvisopoli-Gonars) della terza corsia sulla A4. Ogni viadotto, infatti, è costituito da 20 campate sostenute da 19 pile il cui diametro supera i 5 metri. Largo 20 metri e 30 centimetri, è in grado di “ospitare” tre carreggiate, la corsia di emergenza e uno stradello di servizio per i mezzi di emergenza. Al suo interno è stato ricavato un tunnel tecnologico per gli impianti e i sensori per il monitoraggio della staticità.  La costruzione di un’opera del genere richiede una accurata organizzazione e pianificazione che parte dallo studio dei disegni del progetto. “In primis devo capire ? spiega l’ingegner Stefano Novello Direttore Tecnico di Cantiere dell’impresa costruttrice, la Spic srl, di Castelfranco Veneto,  – quali sono le necessità temporali del cliente, ovvero in quanto tempo chiede che venga costruito quel manufatto. Dopo di che effettuo un sopralluogo in cantiere insieme a un team di tecnici che esprimono il loro parere, ipotizzano la tipologia di macchinari da utilizzare, la quantità di persone necessaria e stimano i costi per ogni singola fase. Su queste informazioni, che devono essere il più precise possibili, viene predisposto il budget e il cronoprogramma”.  Nel caso del ponte sul fiume Tagliamento, il sopralluogo è stato particolarmente accurato e ha riguardato tutto l’alveo, ampio e basso rispetto alla quota del fiume e quindi facilmente “attaccabile”. Il Tagliamento, infatti, essendo un corso d’acqua a carattere torrentizio, è soggetto a piene improvvise. “Il cantiere – spiega Novello –  è stato allestito per ospitare due ambienti: l’area destinata alla prefabbricazione dei conci e quella di varo”. Tre le linee di produzione indispensabili per ottenere una quantità di manufatti sufficiente a sostenere il varo senza soluzione di continuità. “Indispensabile anche un’area di stoccaggio sufficientemente capiente – aggiunge Novello – dove posizionare i conci in attesa del loro trasferimento e varo”. Protagonista delle operazioni il carro varo (140 metri di lunghezza e 450 tonnellate di peso), i cui pezzi sono stati trasportati in loco e assemblati in due mesi di lavoro. “Altrettanto ci vorrà per smontarlo – precisa l’ingegnere – un’operazione durante la quale i singoli pezzi verranno anche accuratamente revisionati”.  Il team di persone impegnate nel cantiere del ponte sul Tagliamento è formato da una cinquantina di tecnici e operai specializzati, la maggior parte dei quali formati ad hoc. “Chi manovra il carro varo – chiarisce Novello – ha un ruolo veramente molto importante, non soltanto nella costruzione di un determinato manufatto. E’ lui che, grazie all’esperienza, può contribuire a migliorare la gestione delle fasi e addirittura suggerire modifiche operative”. Esperienza, competenza e professionalità sono gli elementi che caratterizzano il team di Spic srl “ma anche tanta passione – aggiunge Novello – perché un lavoro come questo senza passione non si fa. E’ faticoso, presuppone lunghi periodi lontani da casa, comporta notevoli responsabilità, richiede rapidità di decisione e molto equilibrio”. Ci sono anche le soddisfazioni, però. E ci mancherebbe! Come la conclusione dei lavori del ponte in largo anticipo rispetto ai tempi previsti. La posa del primo concio risale a novembre scorso e il secondo viadotto sarà aperto al traffico a novembre 2019.

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