martedì, 22 Giugno 2021
Home Attualità Come ti "hackero" l’auto

Come ti “hackero” l’auto

“Stanchi” di violare la privacy altrui, gli hacker si sono trovati un altro hobby: le autovetture. Sì, perché se da un lato le auto sono all’avanguardia e dotate di tutta la tecnologia possibile, dall’altro, proprio perché sempre connesse alla rete, risultano molto vulnerabili. Un problema sulla cui soluzione le case automobilistiche stanno investendo molto, consapevoli dei rischi legati alla sicurezza oltre che alla “reputazione” del marchio. Di recente BMW, per esempio, ha scoperto una falla nella sicurezza della piattaforma ConnectedDrive ? presente in oltre 2,2 milioni di auto ? che ha consentito un’intrusione nel programma: il risultato è stato l’attivazione e disattivazione “automatica”, senza l’intervento quindi del proprierario, delle serrature delle portiere. La concessionaria tedesca si è subito attivata per risolvere il problema, installando un nuovo software. Il rischio però rimane attuale. Manovrare un’automobile a distanza non è affatto impossibile. Lo sanno bene Charlie Miller e Chris Valasek, due nomi noti nel campo dell’hacking, che hanno controllato da remoto una Jeep Cherokee guidata da un giornalista americano di Wired  offertosi volontario per l’esperimento. Sudori freddi per il cronista che – alla guida della vettura – ha assistito impotente ai repentini cambiamenti operati a distanza dai due informatici. Da quelli più “innocui”, come l’attivazione dei tergicristalli e l’abbassamento della temperatura a quelli più pericolosi. I due hanno infatti deciso di disattivare i freni e di spegnere la Jeep mentre si trovava in autostrada. Situazioni, queste, che fanno (quasi) rimpiangere le “vecchie” abitudini degli hacker? Il contenuto di un sms sbandierato ai quattro venti sembra una sciocchezza, al confronto

Lascia una replica

Inserisci il tuo commento!
Per piacere insierisci qui il tuo nome

Gli articoli più recenti: